13 ott 2009

Iran, ancora menzogne ancora inganni



DI PAUL CRAIG ROBERTS
Information Clearing House

I ministri del Il G-20 hanno dichiarato che il loro incontro a Pittsburgh è stato un successo, ma come ci informa Rob Kall da OpEdNews.com, il successo principale della riunione è stato quello di rendere Pittsburgh una "città fantasma, svuotata dei suoi soliti lavoratori e dei pedoni, ma stracolma di oltre 12.000 poliziotti della SWAT chiamati all’occorrenza da tutto il territorio degli Stati Uniti.”

Questa è "la libertà e democrazia" all’opera. I leader dei paesi del G-20, che rappresentano l’ 85% del reddito mondiale, non si possono incontrare in una città americana senza la presenza di almeno 12.000 poliziotti attrezzati come i soldati dell'imperatore in Guerre Stellari. E il governo degli Stati Uniti si lamenta dell'Iran.

Le condanne del governo degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran hanno raggiunto un nuovo livello di sfacciataggine. Il 25 settembre Obama ha dichiarato: "L'Iran infrange le regole che tutte le nazioni devono seguire." I capi degli stati fantoccio inglese, francese e tedesco hanno aggiunto il loro piccolo contributo, dando al governo dell'Iran tre mesi per rispondere alle esigenze della "comunità internazionale" e di rinunciare al suo diritto in quanto firmatario del Trattato di Non Proliferazione per l'energia nucleare. Nel caso in cui non se conosca il significato, il termine "comunità internazionale" è un sinonimo per definire gli Stati Uniti e Israele e, in Europa, una manciata di paesi ricchi e arroganti che opprimono il resto del mondo.

Chi infrange le regole? L’ Iran o gli Stati Uniti?

L'Iran insiste che il governo degli Stati Uniti rispetti il trattato di non proliferazione che gli USA stessi hanno ideato e che l'Iran ha firmato. Ma il governo degli Stati Uniti, che è attualmente impegnato in tre guerre di aggressione e che ha truppe di occupazione in un certo numero di altri paesi, insiste sul fatto che l'Iran, che non sta invadendo e occupando alcun paese, non può avere la capacità di produrre energia nucleare, perché tale capacità potrebbe in futuro dargli la possibilità di produrre armi nucleari, come Israele, India, e Pakistan - tutti non firmatari del Trattato di Non Proliferazione Nucleare: paesi che, a differenza dell'Iran, non hanno mai accettato le ispezioni dell'AIEA. Infatti, in questo momento il governo israeliano sta urlando e strepitando "anti-semita" a chi propone l'idea che Israele si sottoponga alle ispezioni dell'AIEA, mentre invece l'Iran si è sottoposto a tali ispezioni da anni.

In linea con i suoi obblighi ai sensi del Trattato [di Non Proliferazione, Ndt], il 21 settembre l'Iran ha comunicato all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica che è in procinto di costruire un altro impianto nucleare. Il primo ministro britannico Gordon Brown ha confuso tale divulgazione dell'Iran con "l’ultimo di una serie di inganni", e ha dichiarato: "Non lasceremo che questa faccenda resti senza conseguenze".

Quale faccenda? Perché Gordon Brown pensa che la divulgazione dell'Iran sia un inganno? Forse lo stupido primo ministro britannico intende che l'Iran dichiara di stare costruendo una centrale nucleare mentre invece non è vero? Ingannando in tal modo il mondo?

Per non essere da meno in idiozia, dalla bocca di Obama è schizzata un’ ambiguità orwelliana: "Il governo iraniano deve ora dimostrare con i fatti le sue intenzioni pacifiche o sarà ritenuto responsabile nei confronti del diritto internazionale".

L’incoerenza è stupefacente. Ecco Obama, con le sue truppe impegnate in diverse guerre in Iraq, Afghanistan e Pakistan, a chiedere che una nazione, la quale non è in guerra con nessuno, dimostri "le sue intenzioni pacifiche”, pena l’essere ritenuta responsabile nei confronti del diritto internazionale.

E' il governo degli Stati Uniti e dei suoi Stati fantoccio della NATO, nonchè ovviamente lo stato militarista di Israele, che devono essere ritenuti responsabili nei confronti del diritto internazionale. Secondo il diritto internazionale gli Stati Uniti, i suoi burattini della NATO e Israele sono governi criminali di guerra. Di ciò non vi è alcun dubbio. Gli Stati Uniti, Israele e gli Stati fantoccio della NATO hanno commesso il reato di aggressione militare esattamente come ha fatto la Germania del Terzo Reich, e hanno massacrato un gran numero di civili.

Seguendo lo stesso copione del Fuhrer, "le grandi repubbliche democratiche" hanno giustificato questi atti illegali con menzogne e inganni.

Rudy Giuliani, l'ex ministro della Giustizia americano che ha incastrato vittime importanti al fine di ottenerne un riconoscimento per la sua carriera politica, ha presieduto una manifestazione contro l'Iran a New York il 25 settembre. Secondo Richard Silverstein di AlterNet, la manifestazione è stata sponsorizzata da un noto gruppo appartenente ad una lobby israeliana e da una organizzazione con collegamenti a una gruppo terrosta iraniano (probabilmente finanziato dal governo degli Stati Uniti), che chiede il rovesciamento violento del governo di Ahmadinejad.

Le pressioni volte a creare l’occasione per atti di guerra contro l'Iran continuerà nonostante le ripetute dichiarazioni da parte dell'AIEA che non vi è alcun segno di un programma nucleare iraniano, e nonostante la riconferma da parte delle agenzie di intelligence degli Stati Uniti che l'Iran ha abbandonato il suo programma di armamento nucleare anni fa.

Nel frattempo, i governi americano e israeliano, che sono così rispettosi del diritto internazionale e attenti nei confronti dei paesi che lo violano, si sono mossi per impedire che la relazione del giudice Richard Goldstone raggiunga il Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

Perchè?

La relazione del giudice Goldstone ha dichiarato Israele colpevole di crimini di guerra per la sua scriteriata e massiccia aggressione militare contro i civili e le infrastrutture civili a Gaza.

Il continuo impegno dei due Stati più militaristi e aggressivi al mondo - gli Stati Uniti e Israele - per demonizzare l'Iran, è stato affrontato da Ahmadinejad nel suo discorso all'Assemblea Generale dell'ONU (23 settembre). Ahmadinejad ha parlato senza mezzi termini di attacco alla dignità umana ed ai valori spirituali da parte degli interessi egoistici e materialistici degli Stati Uniti e dei suoi Stati fantoccio. Cercando di ottenere l’egemonia "sotto il manto della libertà", gli Stati Uniti e i suoi burattini utilizzano "i metodi più brutali di intimidazione e di inganno" per nascondere che essi sono "i primi a violare" i principi fondamentali che a parole promuovono e costringono gli altri ad applicare.

Perché, ha chiesto Ahmadinejad all'Assemblea generale dell'ONU, i paesi del mondo restano a guardare mentre Israele massacra ed espropria il popolo palestinese?

Perché, ha chiesto Ahmadinejad, i paesi del mondo restano a guardare mentre gli Stati Uniti, da migliaia di chilometri di distanza, inviano le proprie truppe in Medio Oriente, "diffondendo guerra, spargimento di sangue, aggressione, terrore e intimidazione in tutta la regione", mentre allo stesso tempo condannano i paesi vittima di queste stesse aggressioni? Ahmadinejad ha detto all'Assemblea Generale che la maggior parte dei rappresentanti delle Nazioni Unite dovrebbero già sapere che “l'egoismo e l'avidità insaziabile hanno preso il posto dei concetti umanitari come l'amore, il sacrificio, la dignità e la giustizia. . . . Le bugie hanno preso il posto dell’ onestà; l’ipocrisia ha sostituito l'integrità, e l'egoismo ha preso il posto del sacrificio. L’inganno in politica estera viene chiamato lungimiranza e visione da statista, il saccheggio della ricchezza delle altre nazioni è chiamato impegno per lo sviluppo, l'occupazione militare si dice che sia un dono che promuove la libertà e la democrazia, e le nazioni inermi sono sottoposte a repressione in nome della difesa dei diritti umani”.

Non poteva essere più chiaro. Tuttavia, se il discorso di Ahmadinejad verrà riportato dalla stampa statunitense e dai media tv, alcune delle dichiarazioni saranno prese fuori contesto e usate per infuocare gli animi dei conservatori e dei cristiani sionisti, al fine di compattarli dietro l’attacco militare di Obama / Israele contro l'Iran.

L’America non sarà soddisfatta fino a quando non avrà più guerre di quante non ne riuscirà a combattere sopravvivendo.



Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GIOVANNI PICCIRILLO

12 ott 2009

Il falso problema del Lodo Alfano







DI PAOLO FRANCESCHETTI


In questi giorni i giornali sono stati presi dalla polemica sul Lodo Alfano e sullo scudo fiscale.
Voglio spiegare in queste righe perché questi sono falsi problemi, che servono, tanto per cambiare, per sviare la cittadinanza dai veri problemi e prendere in giro tutti, mirando a ben altro.

Lodo alfano. Non c’è dubbio che la legge sia incostituzionale. Ma il vero scopo della legge NON è salvare il premier dai processi, e rendere intoccabili i potenti di turno.

Proviamo a ragionare e a fare queste riflessioni.


Prima domanda. Pensiamo veramente che Berlusconi possa essere o non essere processato solo perché esiste il Lodo Alfano? In altre parole: per processare Berlusconi è necessaria una legge così?
Risposta: No. Questa legge è del tutto inutile. Berlusconi ha subito una marea di processi, alcuni si sono risolti con la prescrizione, altri sono stati insabbiati e mai cominciati… inoltre la maggior parte dei reati commessi da Berlusconi non ha bisogno di una legge ad hoc perché vadano impuniti, perché c’è il nostro assurdo (e incostituzionale) regime della prescrizione che provvederebbe a fare il suo lavoro, facendo finire tutto a tarallucci e vino.
Un’altra caratteristica del nostro assurdo sistema giuridico e politico, poi, è quello di non reagire minimamente a fatti gravissimi; ad esempio nonostante dell’Utri sia stato condannato ad otto anni per associazione mafiosa, fatto eccezionale in Italia, nulla è cambiato nella considerazione che il senatore ha agli occhi degli Italiani, e nel 2008 è stato addirittura rieletto; siede quindi in parlamento e legifera, magari, anche in tema di mafia o di poteri della magistratura.
Ora, pensare che Berlusconi si senta più protetto solo perchè esiste una legge che dice che non può essere processato, è una cosa completamente fuori dalla realtà.

Seconda domanda. Ammesso e non concesso che esista da qualche parte qualche giudice serio che voglia processare Berlusconi, pensiamo davvero che il modo corretto di fermarlo sia per mezzo di una legge come il Lodo Alfano? Risposta. No. Cerchiamo di essere realisti. Oggi i magistrati che vogliono indagare muoiono per infarto, per incidente, oppure vengono trasferiti. Basta vedere quello che è successo a De Magistris e alla Forleo.
Per fermare un magistrato è sufficiente che questo subisca minacce e intimidazioni; ad esempio gli si fa morire i genitori in un incidente stradale come è capitato alla Forleo; dopodiché il malcapitato verrà chiamato da Santoro e Travaglio in trasmissione a dire che i poteri occulti ce l’hanno con lui e voilà… un bel trasferimento da parte del CSM non glielo toglierà nessuno, perché si sa, i bravi magistrati devono lavorare in silenzio e quelli sono cattivi magistrati.

Terza domanda. Berlusconi è una persona intelligente. Tante cose gli mancano per essere un buon politico, ma certo non la caratteristica di non sapere come blandire le masse. Pensiamo forse che non sappia che la polemica sul Lodo Alfano serve a far calare ancora la sua popolarità? Per diventare ancora più popolare basterebbe che dica “non ho paura di essere processato, non ho nulla da nascondere”. Berlusconi sa, molto probabilmente, che una dichiarazione di questo tipo farebbe salire la stima che gli italiani hanno di lui senza correre alcun rischio reale di subire processi.
Eventualmente, se poi qualcuno si decidesse a processarlo, si potrebbe sempre fare un ritocchino alla legge; è successo molte volte, ad esempio con il reato di attentato agli organi costituzionali (approvato in fretta e furia insieme ad altre norme, nelle more del processo ad alcuni alti gradi dell’esercito coinvolti nella vicenda Ustica), oppure con la cosiddetta “salva-Previti”, ecc…

Quarta domanda. Giuristi e giornalisti spesso conoscono la legge. Sanno che ci sono molte leggi, molto più gravi, che nuocciono alla nostra democrazia. La norma in materia di prescrizione, quella in materia di falso in bilancio, quella che ha di fatto depenalizzato il reato di attentato alla Costituzione, la legge sulle intercettazioni, per non parlare dell’indegna legge elettorale, quella che non consente agli elettori di scegliere i suoi rappresentanti. E allora la domanda è: come mai tutti li, a parlare del Lodo Alfano, ben sapendo che in una vera democrazia una legge come quella sul Lodo Alfano non conta nulla, rispetto allo scempio che hanno fatto della Costituzione in questi anni destra e sinistra?
Il Lodo Alfano è un moscerino, rispetto alla balena rappresentata dal Trattato di Lisbona e all’elefante rappresentato dalla legge elettorale, dalla legge sulla prescrizione ecc...
Allora forse la polemica sul Lodo Alfano nasconde altro. Vediamo cosa.

La polemica sul Lodo Alfano nasconde in realtà un dialogo tra quella parte della massoneria che vuole affossare Berlusconi, e che da tempo gli ha mandato diversi segnali negativi, anche a mezzo della moglie. In pratica si tratta di un segnale dei poteri forti su una prossima caduta di Berlusconi.
E il premier, e coloro che lo difendono, quando dichiarano le loro posizioni, stanno solo dialogando con la controparte.
La leggi, spesso, non sono fatte per una reale volontà di cambiare la legge, né sono fatte per dare all’Italia un diritto più equo. Le leggi nascondono in realtà dei segnali alla controparte, dei veri e propri messaggi in codice. La modifica del reato di attentato agli organi costituzionali, di cui abbiamo parlato in questo blog, ad esempio, non serviva certamente per evitare che un magistrato potesse indagare su eventuali complotti ai danni dello Stato; i complotti ci sono stati per decenni, in barba alla legge che prevedeva l’ergastolo, e tutti coloro che sono arrivati alla verità sono saltati in aria, Falcone e Borsellino, Occorsio, Alessandrini… Non occorreva una legge per difendere coloro che in segreto tramano per destabilizzare il paese.

La polemica sul lodo Alfano, quindi, serve da una parte a far credere ai più ingenui che ci sia ancora un residuo di democrazia in Italia. Ma in realtà è un messaggio forte e chiaro a Berlusconi e significa: il tuo tempo sta per finire, e cadrai per uno scandalo giudiziario.

Ai politici e ai giuristi, del Lodo Alfano, non interessa nulla. Loro sanno benissimo in che stato è la nostra democrazia.

paolofranceschetti.blogspot.com

09 ott 2009

Massoneria in Italia: un po' di dati



Questo post è decicato a tutti i lettori\amici che quando parlo di Massoneria fanno sempre domande del tipo: "ma quanti sono i massoni?" "chi sono?" ecc ecc..

Una realtà in forte crescita



La Massoneria è,in Italia un fenomeno di grande espansione. I dati ufficiali, forniti dalle principali obbedienze massoniche, mostrano un trend di continuo aumento in termini di consistenza numerica e sopratutto di domande di ammissione.
Le tre principali famiglie massoniche italiane - il Grande Oriente d'Italia,la Gran Loggia Nazionale d'Italia, la Gran Loggia Regolare d'Italia- registrano una vera e propria corsa al grembiulino, una diffusa voglia di squadra e compasso.

I dati,aggiorati al 30 Marzo 2007, del Grande Oriente d'Italia,sono in questo senso significativi. Gli iscritti alla principale comunione massonica italiana,guidata dal 1999 dall'avvocato Gustavo Raffi, sono passati da 12639 del 98' a 18117 del 2007.
Una crescita costante e progessiva,realizzata nonostante il grave danno d'immagine portato da scandali come quello della P2 o dall'inchiesta sui rapporti tra mafia e massoneria deviata del 92', sfociati nella scissione del Grande Oriente e nella nascita della Gran Loggia Regolare d'Italia.
Nonostante questi eventi sfavorevoli il Goi ha continuato a crescere e oggi regioni come la Toscana contano, solo per il Grande Oriente, su 2755 affiliati,segiuta dalla Calabria con 2171 affiliati e dal Piemonte con 1729 iscritti.
Seguono poi la Sicilia (1606 affiliati), il Lazio (1512), la Lombardia (1386),l'Emilia Romagna(967),la Liguria (943), la Sardegna (892), l'Umbira(891), la Puglia(753), le Marche(731),la Campania-Lucania (720),il Veneto (385),il Friuli (271), l'Abruzzo-Molise (262) e il Trentino (143).

Ma è sopratutto la richiesta di nuove adesioni a sorprendere. Il Gran Maestro Gustavo Raffi parla di una media di 1000-1500 nuove domande di ammissione all'anno.
Dati impressionanti che testimoniano quanto sia alto negli italiani il desiderio di essere cooptati in associazioni che fanno del segreto il loro punto di forza.

Gode di ottima salute anche la Gran Loggia Nazionale d'Italia,detta più comunemente di Piazza del Gesù- Palazzo Vitelleschi (dal nome della sede) costituita nel 1944 e a fin dal 1955 è una comunione mista ossia ammette all'iniziazione anche le donne.
La Gran Loggia conta su oltre 8800 iscritti e si stima che una percentuale attorno al 27% sia costituita da donne.
In un incontro pubblico, il Gran Maestro della Gran Loggia, Luigi Danesin ha affermato che sono aumentati gli iscritti alle sue logge ( 400 logge in Italia e 8 all'estero)sopratutto tra i giovani, infatti l'età media si è abbassata dai 65 a 55 anni; Danesin ha anche parlato di un'impennata di iscrizioni in rosa, + 25% a livello nazionale e ha sottolineato che nell'obbedienza di piazza del Gesù le donne hanno par condicio da sempre e possono salire la scala iniziatica fino in cima ovvero fino al grado 33 senza subire discriminazioni si sorta.

La terza comunione più diffusa sul territorio italiano è la Gran Loggia Regolare d'Italia e conta su circa 3000 affiliati.
Quanto alla caratterizzazione del massone italico, la fascia di età tra i 18-25 anni rappresenta il 6% degli affiliati per il Goi e il 9% per la Gran Loggia, quella tra i 25 e i 40 anni rappresenta mediamente il 22 % degli affiliati, mentre risulta essere la componente primaria della massoneria italiana (40%) la fascia d'età compresa tra i 40 e i 60 anni.

Ma veniamo ora alla componente sociale della Massoneria:

Per il Grande Oriente, l'analisi dell'appartenenza in termini professionali evidenzia un prevalere del ceto sociale medio. E' infatti limitata l'appartenenza di operai (2%), mentre gli insegnanti rappresentano il 20 %, un dato che, sommato a quello degli impiegati pari all'11 per cento, mostra un lieve superamento dei lavoratori dipendenti nei confronti dei liberi professionisti (30 %). Rilevante anche la componente impreditoriale (15%) e quella dei pensionati (22 %).

Per la Gran Loggia d'Italia invece i dati disponibili mostrano una composizione più elitaria, inafatti i liberi professionisti rappresentano il 45 per cento del totale; i lavoratori dipendenti rappresentano solo il 20 per cento, mentre gli imprenditori rappresentano il 25 per cento e i pensionati l'11%.

Nelle varie obbedienze vi è comunque una netta crescita dei lavoratori dipendenti e di gruppi sociali assimilabili, che indica una tendenza all'allargamento della base sociale della massoneria italiana.
Quanto ai titoli di studio si può rilevare per le tre famiglie massoniche una sostanziale omogeneità dei dati per la fascia più bassa ( titolari di diploma della scuola dell'obbligo sono il 5%); mentre i laureati rappresentano il 60% per la Gran Loggia d'Italia e il 70 per cento per il Grande Oriente.

Sommando ai dati delle tre principali comunioni massoniche quelli più difficilmente valutabili di altre obbedienze spurie o irregolari si raggiunge e si supera il ragguardevole numero di oltre 30000 massoni in tutta Italia.
Una cifra considerevole se si tiene conto che un altro gruppo, spesso ritenuto antagonista, l'Opus dei, raggiunge in Italia poco più di 5000 aderenti.
I "fratelli d'Italia" godono quindi di ottima salute e il loro network di potere è più forte che mai.



TRATTO DA "FRATELLI D'ITALIA", FERUCCIO PINOTTI,BUR 2007


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07 ott 2009

Chi è veramente il capo dei capi?




Di Solange Manfredi



In questa calda estate, dopo 16 anni di detenzione, Riina ha deciso di parlare, di raccontare la sua verità.

Ovviamente sarà compito della magistratura verificare la veridicità delle affermazioni di Riina ma, ipotizzando che il boss di Corleone dica la verità, alcune domande possiamo, e dobbiamo, porcele.

Vediamo quali.

1. Nelle ricostruzioni operate dalle sentenze che si sono occupate delle stragi del 1992-1993 si afferma che tra l'agosto e il dicembre 1992 sarebbe intercorsa una sorta di “trattativa” tra Stato e mafia che avrebbe visto da un lato il generale Mori del Ros e dall'altro Riina. Mediatore tra le parti, Vito Ciancimino.

Oggi Riina afferma : “Io non so niente di queste cose. Da me non è venuto nessuno”.

Ipotizzando che Riina dica la verità, la prima domanda che sorge spontanea è:

Con chi Ciancimino ha portato avanti la trattativa? Una trattativa del genere si porta avanti con il vertice di Cosa Nostra, non con un subalterno. Ma se nessuno è andato da Riina, allora da chi? In altri termini: Riina era veramente il capo dei capi o, invece, era solo il “prestanome” di qualcuno molto più potente, protagonista occulto della mai finita strategia delle tensione?

Riina afferma anche che il giudice Borsellino non sarebbe stato ucciso dalla mafia ma, probabilmente, da uomini dello Stato.

Ipotizzando, anche in questo caso, che Riina dica la verità, la domanda da porsi è: Perchè? E' possibile che Borsellino sia stato ucciso perchè, come anni prima il giudice Occorsio, aveva capito che la c.d. Trattativa in realtà (come aveva ipotizzato un'inchiesta svolta dalla procura di Palermo, poi archiviata per scadenza dei termini nel 2000) non era altro che un accordo per la realizzazione di un piano eversivo di destabilizzaizone dello stato condotta da un “sistema criminale” composto da mafia, massoneria deviata e servizi segreti deviati?

L'ipotesi non deve sorprendere e non rappresenterebbe certo una novità per il nostro paese; la storia della nostra Repubblica è costellata di eventi che vedono i vertici di cosa nostra trattare, attraverso esponenti massonici, con “presunti” terroristi ed ideatori di progetti golpistici al fine di alimentare la c.d. “strategia della tensione”

Ciò che sorprende, invece, è come, analizzando gli atti delle pagine più buie della storia del nostro paese compaiano, collegati tra loro, sempre alcuni nomi. Per rendersi conto di ciò basta fare una semplice analisi della storia professionale e massonica di un protagonista: Giuseppe Mandalari, il commercialista della mafia

E' il 1954 quando Giuseppe Mandalari entra in massoneria e viene iniziato presso l' Obbedienza di Piazza del Gesù.

Punto di riferimento costante di Mandalari in ambito massonico è il principe Alliata di Monreale, in rapporti con la destra eversiva, coinvolto anche nelle inchieste sul Golpe Borghese, sul Golpe Sogno, sulla organizzazione eversiva denominata “Rosa dei Venti”, il suo nome compare negli elenchi P2 di Licio Gelli.

Unico Sovrano Gran Commendatore ad vitam nella storia della massoneria italiana, Alliata di Monreale balza alle cronache dei progetti golpistici già negli anni '50, accusato da Gaspare Pisciotta (poi morto in carcere per aver bevuto un caffè alla stricnina) di essere il mandante della strage di Portella della Ginestra, eseguita dal boss Salvatore Giuliano.

Nello stesso anno del suo ingresso in massoneria il giovane ragioniere Giuseppe Mandalari diviene dipendente dell'assessorato regionale ai Lavori Pubblici. Sono gli anni dell'ascesa di Luciano Liggio, il boss di Corleone che, grazie al legame con Vito Ciancimino, assessore ai Lavori Pubblici, si arricchisce a Palermo con l'abusivismo edilizio.

Oggetto di richieste di rinvio a giudizio sin dal 1964, Luciano Liggio (che, secondo quanto testimoniato da Tommaso Buscetta, e confermato dallo stesso Liggio, avrebbe preso parte alle riunioni tenutesi con la massoneria deviata e pezzi delle istituzioni per partecipare al Golpe Borghese e al Golpe Sogno) si dà alla latitanza nel 1969, riuscendo a scappare, mezz'ora prima di essere arrestato, da una clinica romana presso cui era ricoverato e dove riceveva le visite del capo dei servizi segreti Generale Vito Miceli (poi arrestato perché sospettato di essere coinvolto nell'organizzazione eversiva “Rosa dei Venti”, nel Golpe Borghese il suo nome compare negli elenchi P2).

Luciano Liggio, durante la sua latitanza, si dedica ai sequestri di persona (Anonima Sequestri) i cui proventi, come vedremo poi, si sospetta vengano riciclati in società cui era commercialista Giuseppe Mandalari.


Durante la latitanza accanto a Luciano Liggio troviamo Carlo Fumagalli, anche lui pare dedito ai sequestri di persona e sospettato di aver chiesto un riscatto di mezzo milione di dollari per il sequestro dell'industriale Aldo Cannavale.

Carlo Fumagalli è un personaggio ambiguo. “Estremista di centro” come lui stesso si definiva, seppur noto come leader del movimento di destra MAR (Movimento di Azione Rivoluzionaria), secondo alcune testimonianze sarebbe stato in realtà legato alle vicende della c.d. “strategia della tensione”, ai servizi segreti e, in rapporti con Giangiacomo Feltrinelli (morto a Segrate a 200 metri dalla carrozzeria DIA di Fumagalli), avrebbe dato vita al gruppo Brigate Rosse, preparando l'attentato alla pista di collaudo della Pirelli del 1971 (questo dato risulta particolarmente interessante proprio in considerazione del fatto che sul volantino di rivendicazione MAR del 13 aprile 1970 compare il simbolo della stella a cinque punte, simbolo poi adottato dalle Brigate rosse).

Principale finanziatore di Fumagalli risulta essere Jordan Vessellinoff, consuocero di Igor Markevitch, il direttore d' orchestra coinvolto nel rapimento dell'onorevole Aldo Moro. Anche lui personaggio ambiguo, che alcune informative indicano avere legami con faccendieri, trafficanti di armi ed appartenenti a vari servizi segreti, Jordan Vessellinoff aveva fondato nel 1958 a Santa Margherita Ligure, insieme al generale Giovanni Allavena (a capo del servizio segreto trafugherà alcuni fascicoli per consegnarli a Licio Gelli) la Loggia C.A.M.E.A. (Centro Attività Massoniche Esoteriche Accettate). Tale loggia risulta collegata con le logge cameine siciliane, nei cui elenchi compare il nome di Giuseppe Mandalari, e i cui vertici furono inquisiti nel 1979, dalla magistratura milanese, per avere aiutato Sindona (coinvolto nel Golpe Sogno) nel suo finto sequestro.

Fallito il golpe del '74 per Luciano Liggio, Michele Sindona e Giuseppe Mandalari iniziano i guai. Luciano Liggio viene arrestato a Milano e tra le sue carte viene rinvenuto un numero di telefono riservato di Ugo De Luca, al vertice della Banca Privata Finanziaria di Milano di Michele Sindona. E' l'inizio del crollo dell'impero finanziario di Sindona.

Passano pochi mesi e il 14 agosto del 1974 il giornale della Sicilia titola: “Anonima sequestri - Si indaga sulla personalità di Giuseppe Mandalari. Specialista nell'amministrare società costituite da mafiosi”. Secondo l'articolo gli investigatori sospettavano che alcune società di cui Mandalari era amministratore, considerate paravento di grossi mafiosi (Liggio, Riina e Bagarella), servissero a ripulire il denaro proveniente dai sequestri di persona.

E' il giudice Occorsio, che negli anni aveva indagato sul Golpe Borghese, sul Piano Solo, sullo scandalo Sifar, che, per primo, sospetta che molti sequestri avvengano, in realtà, per finanziare attentati e disegni eversivi, e confida al giudice Imposimato: "Sono certo che dietro i sequestri ci siano delle organizzazioni massoniche deviate e naturalmente esponenti del mondo politico. Tutto questo rientra nella strategia della tensione”.

Il 09 luglio 1976, Occorsio viene assassinato e la sua borsa, contenente documenti della sua indagine, viene trafugata (esattamente come accaduto per le agende dei giudici Falcone e Borsellino). L’autore materiale del suo assassinio è un neofascista, Pierluigi Concutelli, nella cui abitazione vengono rinvenuti dei soldi provenienti dal sequestro di Emanuela Trapani e la cui scheda, con l’indicazione della tessera n. 11.070, verrà ritrovata anni dopo da Giovanni Falcone a Palermo, nella sede della Loggia massonica Camea.

Ma, mentre per Liggio e Sindona (quest'ultimo morirà nel carcere di Voghera dopo aver bevuto un caffè avvelenato, esattamente come Gaspare Pisciotta, grande accusatore del Principe Alliata di Monreale) è la fine, Giuseppe Mandalari pare divenire ancora più forte e, nel 1978, riunisce diverse logge massoniche sotto la denominazione profana di Accademia di Alta Cultura (identico nome di una comunione massonica creata anni prima proprio dal principe Alliata di Monreale), cui fa seguire un collegamento operativo con altre logge presenti a Trapani. Collegati alle logge massoniche trapanesi troviamo i mafiosi Asaro e Calabrò, boss che gestiscono ad Alcamo il laboratorio di morfina-base più grande d’Europa, un miliardo di proventi al giorno, scoperto solo nel 1985. Tra i fornitori di droga del laboratorio di Alcamo vi era l'organizzazione di cui faceva parte il killer Alì Agca che, poco prima di attentare alla vita di Papa Giovanni Paolo II, soggiornerà per alcuni giorni in quelle località.

Coordinatore dei fratelli di Piazza del Gesù in Sicilia, l'importanza di Mandalari in seno alla massoneria, viene alla luce, per la prima volta, solo durante le indagini che hanno ad oggetto le logge trapanesi che si nascondevano dietro il Centro studi Scontrino, logge massoniche all'obbedienza di Giuseppe Mandalari, cui risultavano affiliati mafiosi, politici, funzionari dei servizi segreti, e presso la cui sede era presente l’Associazione musulmani d’Italia, sponsorizzata da Gheddafi (secondo il giudice Palermo affiliato nel 1969 a Londra alla loggia massonica dei Senussi) e facente capo a Michele Papa, capofila per la Sicilia del Supersismi di Santovito e Musumeci, al quale era partecipe anche Pazienza.

Ma neppure questo ennesimo “incidente” ferma Mandalari, la sua carriera continua sino al periodo stragista del 92 -'93 e all'appoggio dato alla neonata formazione politica: Forza Italia.

Come si può notare, seguendo la storia professionale e massonica di un solo protagonista si possono ripercorrere 40 anni di c.d. “misteri” italiani.

Per concludere, e ritornando alla prima domanda con cui abbiamo aperto l'articolo: se Riina dice la verità, Ciancimino con chi potrebbe aver trattato? Forse con Giuseppe Mandalari? Giuseppe Mandalari viene indicato, oltre che come il commericalista della mafia, anche come prestanome di Riina ma, vista la sua storia professionale e massonica, non potrebbe essere vero il contrario?

Ed ancora, se Borsellino non è stato ucciso dalla mafia, è possibile che la sua morte sia stata decisa perché aveva capito, esattamente come anni prima il giudice Occorsio, che la "trattativa" altro non era che un accordo, tra i soliti noti, che rientrava nella mai finita strategia della tensione?

Non lo sappiamo. Noi, basandoci su dati di fatto acquisiti, non possiamo che porci delle domande ed avanzare delle probabili ipotesi, il resto è compito della magistratura.



Israele, la patologia del male



DI GILAD ATZMON
Information Clearing House

Il discorso del primo ministro israeliano Netanyahu alle Nazioni Unite è uno spaccato della mentalità, della psiche e della logica israeliane. Nel suo intervento Netanyahu, un oratore prolifico e carismatico, dà libero sfogo alle sue tendenze genocide, mette in luce la supremazia israeliana e al tempo stesso, però, ci permette di individuare alcuni punti deboli nel cuore dell’ideologia nazionale ebraica. Dalla lettura di questo discorso emerge con estrema chiarezza che la retorica sionista della Shoa e quella della terra promessa sono vicine al punto di rottura. Sembra quasi che lo “screditato” presidente iraniano Ahmadinejad sia riuscito, alla fine, a spuntarla.

Non immischiatevi nella nostra Shoa

Gli Israeliani amano la loro Shoa, perché la Shoa è senza dubbio il loro prodotto propagandistico, la loro Hasbara, di maggior successo. In qualche modo permette loro di commettere omicidi di massa e di farlo in modo indiscriminato.

“Sono stato in una villa in un sobborgo di Berlino, chiamato Wannsee” ha detto Netanyahu “dove, il 20 gennaio 1942, dopo un ricco pranzo, alti ufficiali nazisti si incontrarono per decidere come sterminare il popolo ebraico”.

Caro primo ministro, se è sinceramente interessato ai “piani di sterminio” non c’è bisogno che vada fino a Wannsee-Berlino. Tutto ciò che deve fare è visitare i suoi quartier generali dell’IDF a Tel Aviv. I suoi comandanti in capo le faranno vedere la “soluzione” dell’IDF per i Palestinesi. Alla fine, è il suo esercito che circonda i Palestinesi con filo spinato, è lei che tiene sotto assedio popolazioni civili a corto di cibo e medicine. Sono le sue forze armate che hanno lanciato armi di distruzioni di massa nei quartieri più densamente popolati di questo pianeta. Mentre il significato reale della Endlösung, la Soluzione Finale Nazista, è oggetto di discussione tra gli storici che ancora non concordano su di esso, la realtà vera della soluzione assassina israeliana è stata vista da noi tutti.

Comunque, è quasi divertente vedere il primo ministro Netanyahu affrettarsi a difendere la retorica sionista dell’olocausto. Guardarlo presentare di fronte all’assemblea delle Nazioni Unite il protocollo della conferenza di Wannsee dà la chiara impressione che il premier israeliano ritenga necessario dare una forte iniezione di credibilità alla Shoa. Per la prima volta, la Shoa è sulla difensiva.

“Ecco qua una copia dei piani per Auschwitz-Birkenau, dove un milione di Ebrei furono uccisi. Anche questa è una bugia?” chiede Netanyahu.

Caro signor primo ministro, posso dirle che non ad un solo umanista importa il numero esatto – se furono un milione o quattro milioni gli Ebrei che morirono ad Auschwitz, nessuno dubita che il campo di concentramento fosse un luogo mostruoso. E però, bisognerà rispondere una volta per tutte a due quesiti: come mai gli Ebrei, che soffrirono così tanto durante la guerra, riuscirono a farsi coinvolgere in un colossale crimine razzista come la Nakba, appena tre anni dalla liberazione di Auschwitz (1948)? Come è possibile che la leadership israeliana, che è così sensibile alla sofferenza ebraica, riesca a negare di infliggere quella stessa sofferenza a milioni di Palestinesi?

Supremazia e oltre

In quanto movimento nazionale, il Sionismo manca di rispetto agli altri movimenti nazionalpopolari. Sembra che Netanyahu non riesca a rispettare il popolo iraniano e il loro regime. “Dovunque possono, essi impongono un regime sociale retrogrado dove le donne, le minoranze, i gay o chiunque non sia ritenuto un vero credente viene brutalmente sottomesso”. Netanyahu dovrebbe sapere che la legge giudaica non è molto differente da quella islamica in queste materie. Dovrebbe anche ricordarsi che è nel suo Paese che, appena un mese fa, degli omosessuali sono stati uccisi in una strada. Fa quasi sorridere che Netanyahu scelga di parlare dell’Iran come di un luogo di barbarie medievale per il suo trattamento delle minoranze. Per quel che riguarda le minoranze, lo stato ebraico è in effetti il posto più oscurantista di questo pianeta. Nella terra promessa di Netanyahu, metà dei cittadini non può partecipare al libero gioco democratico semplicemente per il fatto di non essere Ebrei.

A sentire Netanyahu, Israele è la personificazione della modernità occidentale.

“Noi occidentali duplicheremo il codice genetico. Noi cureremo ciò che è ora incurabile. Noi allungheremo le nostre vite. Noi troveremo un’alternativa economica ai combustibili fossili e ripuliremo il pianeta. Sono orgoglioso del fatto che il mio Paese, Israele, sia all’avanguardia di queste sfide”. Io devo ammettere di non essere del tutto sopraffatto dall’orgoglio per le conquiste scientifiche o tecnologiche di Israele. Né ho mai scorto alcuna traccia di tentativi israeliani di salvare l’umanità o addirittura il pianeta. A dire il vero, quello che vedo è piuttosto il contrario. Ad ogni modo, se Netanyahu è per il progresso scientifico, dovrebbe essere il primo a sostenere il progetto nucleare iraniano. Come tutti sappiamo, non sembra che questo sia il caso. Per una qualche ragione, egli sembra ritenere che, almeno nell’area mediorientale, energia ed armi atomiche debbano rimanere una proprietà esclusiva degli Ebrei.

Netanyahu sostiene che “se il fanatismo più primitivo può acquistare le armi più distruttive, la storia può andare all’indietro di molti anni”. Netanyahu può aver ragione ma qualcuno dovrebbe fargli capire che quello che dice si applica ad Israele più che ad ogni altro Paese, stato o società. Allo stato attuale è lo Stato Ebraico che è stato visto lanciare armi di distruzione di massa sulla sua popolazione civile e assediata. È lo Stato Ebraico che ci sta trascinando tutti quanti in un primitivo fanatismo biblico dell’”occhio per occhio”. Come se questo non bastasse, sono state anche America e Gran Bretagna che hanno lanciato guerre illegali orchestrate e finanziate da circoli Neocon a guida sionista. Questa guerra è costata oltre un milioni di vite umane ad oggi.

Tuttavia, per una volta sono d’accordo con Netanyahu : “La più grande minaccia che abbiamo davanti oggi è il sodalizio tra fanatismo religioso e armi di distruzioni di massa”.

Non si sarebbe potuto descrivere meglio il pericolo posto dallo stato ebraico e dal Sionismo. Israele è infatti un sodalizio mortale tra il sommario barbarismo genocida dell’Antico Testamento, il fanatismo sionista e un vasto arsenale di armi di distruzione di massa, chimiche, biologiche e nucleari, che sono state già in parte messe alla prova.

Sabbath Goyim

Come altri agenti sionisti in giro per il mondo, Netanyahu è convinto che i non-Ebrei, i Goyim dovrebbero combattere le guerre ebraiche. “Sopra ogni cosa, la comunità internazionale saprà fermare il regime terrorista iraniano, impedirgli di sviluppare armi nucleari e quindi di mettere a rischio la pace del mondo intero?”. Vorrei dire che qui il primo ministro Netanyahu si sbaglia proprio. Se le Nazioni Unite sono interessate a diffondere la pace nella regione e nel mondo, è di primaria importanza aiutare l’Iran a sviluppare il suo programma nucleare e anche la sua capacità militare nucleare. Sembrerebbe questa l’unica cosa che possa fermare il letale entusiasmo espansionista dell’Impero Anglofono, quello che abbiamo visto all’opera in Iraq, Pakistan e Afghanistan. Certamente ne fermerà i sintomi sionisti, celebrati alle spese dei vicini di Israele.

Dopo esser riuscito a trasformare gli eserciti americani e britannici in sottomesse forze di spedizione israeliane, Netanyahu sembra aspettarsi che l’Onu segua quell’esempio e svolga lo stesso medesimo compito. “Hamas” ha detto “ha lanciato migliaia di missili, colpi di mortaio e di razzo da Gaza alle vicine città israeliane. Anno dopo anno, mentre questi missili venivano scagliati deliberatamente contro i nostri civili, non una sola risoluzione dell’Onu è stata approvata per condannare quegli attacchi criminali”. Immagino che qualcuno dovrebbe ricordare al primo ministro che la disputa tra Hamas e Israele non è esattamente una questione internazionale, dal momento che la Palestina non è uno stato sovrano e che Gaza altro non è che un campo di concentramento gestito dagli Israeliani. In altre parole, la soluzione pratica di questa vicenda è semplice. L’Onu dovrebbe fare i conti con i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi da Israele, la sua leadership e il suo esercito. Non è compito delle Nazioni Unite mozioni di condanna della parte oppressa.

Fantasie di massacri

Non ci vuole molto prima che Netanyahu indichi i suoi mentori ideologici e il nucleo della sua ispirazione letale: “Quando i Nazisti bombardarono le città britanniche durante la Seconda Guerra Mondiale... Gli alleati risposero radendo al suolo le città tedesche, causando centinaia di migliaia di vittime… In base a questi standard deviati, il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite avrebbe dovuto trascinare Roosvelt e Churchill alla sbarra. Una perversione della verità. Una perversione della giustizia. Delegati delle Nazioni Unite, accetterete questa farsa?”

Netanyahu ha quasi ragione, nella sua rievocazione della seconda guerra mondiale, egli ammette sicuramente che Israele segua le tattiche di assassinio di massa di Roosvelt e Churchill. Ma si dimentica di dire che, se fosse una questione di etica e di Giustizia (e non della solita lurida politica), Roosvelt e Churchill sarebbero stati accusati di crimini di guerra su ampia scala. In modo piuttosto scioccante, Netanyahu cade nella più ovvia trappola legale, equiparando l’attività israeliana con atti di bombardamento a tappeto su vasta scala. Per coloro che non riescono a cogliere il quadro, questa è una luce rossa di pericolo che lampeggia molto rapidamente. Nella percezione di Netanyahu bombardare con armi nucleari interi Paesi e radere al suolo città è un atto giustificabile. A dire il vero queste affermazioni sono sufficienti a rendere chiaro ad ogni essere umano ragionevole che Israele è un’entità genocida capace di portare la nostra civiltà alla devastazione finale.

Questo è il segnale che bisogna svegliarsi, non solo per i Palestinesi e gli Iraniani, ma in realtà per tutti noi.

Bibi* il pacificatore

Ora come ora, il primo ministro israeliano è pronto a fare il suo mantra di pace giudeocentrico: “Signore e signori, tutta Israele vuole la pace”. Però, le statistiche ci hanno detto recentemente che il 94% degli Ebrei israeliani ha anche approvato il bombardamento a tappeto dei vicini di casa. È impossibile non vedere una chiara discrepanza tra le affermazioni di “amore per la pace” e la realtà assassina.

“Chiediamo ai Palestinesi di fare finalmente quello che hanno rifiutato di fare per 62 anni: dire di sì allo Stato Ebraico”. Ancora una volta, mi capita di essere d’accordo con il premier Netanyahu. I Palestinesi dovrebbero dire SI ad uno Stato ebraico, ma non in Palestina o nel Medio Oriente. Se Obama, Brown, Merkel o qualsiasi altro leader mondiale male informato ancora ritiene necessaria o valida l’opzione di un “focolare nazionale ebraico” connotato in termini razziali, ebbene si faccia avanti per dare spazio a questo progetto entro i suoi confini. I Palestinesi dovrebbero dire NO ad uno stato ebraico in Terrasanta o nella regione. I Palestinesi non dovrebbero mai dare l’assenso ad uno Stato ebraico sul loro territorio. Invero, l’Onu dovrebbe seguire questa linea e fare ogni sforzo per smantellare questo maledetto regime di apartheid.

Khazari uniti

In una certa misura, il discorso di Netanyahu all’Onu esprime alcune profonde preoccupazioni che gli Ebrei tendono a tenere per sé. In fin dei conti, gli Israeliani e gli Israeliani Ashkenaziti in particolare sanno molto bene che la Palestina non è la terra dei loro avi. Se gli Ebrei israeliani ashkenaziti, tra i quali si conta anche Netanyahu, vogliono davvero trovare le loro radici, il luogo da cui iniziare è la Khazaria. Ma Netanyahu cerca di disinnescare questi fatti storici: “Il popolo ebraico non è un conquistatore straniero della Terra di Israele. Questa è la terra dei nostri antenati. Noi non siamo estranei a questa terra. Essa è la nostra patria”, dice Netanyahu con convinzione totale.

Signor primo ministro, lo dirò chiaro e tondo. Lei non solo è estraneo a quella terra, ma anche a quasi ogni possibile comprensione della nozione di umanità. A dire il vero, il Muro di Separazione che sarà lasciato intatto dopo l’inevitabile scomparsa della sua “Democrazia-per-soli-Ebrei” servirà per generazioni come uno straordinario monumento storico all’identità nazionale ebraica avulsa all’etica, all’universalismo e alla fratellanza umana. Il crimine contro l’umanità commesso dallo Stato ebraico nel nome della gente ebraica non scomparirà dai libri di storia in breve tempo. Al contrario, resterà come un altro capitolo mitologico di questa saga infinita fatta di suprematismo compulsivo e patologico autocompiacimento.

“Dobbiamo avere sicurezza” dice il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla fine del suo discorso. E io lo devo contraddire. Israele non sarà mai sicuro. È nato nel peccato, e oggi va oltre ogni nozione di etica o di esistenza umana. Lo Stato ebraico ha passato il punto di non ritorno ed è destinato a scomparire. Possiamo sperare soltanto che una volta che ciò accadrà, il processo di assimilazione e integrazione degli Ebrei all’interno dell’umanità prenderà nuovamente il largo. In fin dei conti, il nazionalismo ebraico di sinistra, destra e centro è servito a tenere segregati gli Ebrei. La storia del XX secolo ci insegna che questa tendenza a segregarsi è negativa per l’umanità ed è devastante per gli Ebrei.

* Il soprannome di Netanyahu è Bibi.

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info/
www.comedonchisciotte.org

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