28 feb 2008

Il caso de magistris



De Magistris, le tre ragioni per cui il Csm lo ha trasferito
di Marco Travaglio





Ora che sono uscite le motivazioni, si può finalmente esaminare la sentenza del Csm che ha punito il pm di Catanzaro Luigi De Magistris con la "censura" e il "trasferimento ad altra sede e ad altre funzioni". Per "grave e inescusabile violazione di leggi"; per aver denunciato "magistrati in servizio a Catanzaro"; per "insufficienti diligenza, correttezza e rispetto della dignità delle persone". La sentenza (non ancora definitiva, deve pronunciarsi la Cassazione) è su http://www.voglioscendere.it/
E dà l'impressione - per le assurdità e le illogicità - che prima si sia deciso di condannare De Magistris "a prescindere", poi si sia cercato "qualcosa" per giustificare la decisione. Letizia Vacca, membro laico del Pdci, aveva anticipato il giudizio: "Forleo e De Magistris sono cattivi magistrati. Non saranno colpiti solo loro". Il presidente della Disciplinare Nicola Mancino, in barba al segreto della camera di consiglio, ha parlato di "verdetto unanime". La decisione di non attendere la chiusura delle indagini della Procura di Salerno - dove De Magistris ha denunciato nel febbraio 2007 gli autori di un presunto complotto ai suoi danni che sembra sul punto di essere provato (l'ha rivelato al Csm il pm salernitano Gabriella Nuzzi) - getta altre ombre. Così come la decisione della Cassazione di affidare l'accusa a un Pg, Vito D'Ambrosio che, per quanto onesto e valido, è stato impegnato in politica dal 1995 al 2005 come governatore delle Marche col centrosinistra, di cui fan parte diversi indagati dal pm incolpato. Ma vediamo la sentenza, nei tre punti che han portato alla condanna. Perché, della ventina di "incolpazioni", ne sono rimaste in piedi tre (per tutte le altre è scattata l'assoluzione: fughe di notizie, interviste, Annozero...). 1) De Magistris non avvertì il procuratore Mariano Lombardi di aver indagato l'avv. on. Giancarlo Pittelli (FI) nell'inchiesta "Poseidone", segretando in cassaforte l'atto di iscrizione. Ma Pittelli non era un indagato normale, né Lombardi un procuratore normale. Lombardi ha un figliastro (figlio della sua convivente) socio in affari di Pittelli.
E Pittelli è difensore di diversi indagati da De Magistris. Il quale ha motivo di ritenere - come ha denunciato a Salerno - che le fughe di notizie che hanno vanificato intercettazioni e perquisizioni provenissero proprio dal suo capo. Insomma, è in una situazione inedita e non prevista dalle leggi: un procuratore legato a filo doppio a un indagato. Per proteggere il bene supremo dell'indagine, il pm decide di non informarlo, temendo che Pittelli venga a sapere di essere indagato e mandi a monte l'inchiesta. Che De Magistris avesse ragione a diffidare del capo, lo dimostrò Lombardi stesso levandogli "Poseidone" quando seppe che era indagato l'amico Pittelli. Ma anziché punire Lombardi (che ha traslocato prima del processo disciplinare), il Csm ha trasferito De Magistris. 2) Nell'ordine di perquisizione al Pg di Potenza Vincenzo Tufano, indagato per abuso in "Toghe lucane", De Magistris inserisce la testimonianza del gip Alberto Iannuzzi, che accusa il Pg di aver chiuso gli occhi sul fatto che un giudice del tribunale presiedeva un processo in cui, a sostenere l'accusa, c’era una pm che - secondo voci insistenti - era la sua fidanzata. Con tanti saluti alla terzietà del giudice e con tanti auguri all'imputato. Ma De Magistris - scrive il Csm - "non ha indicato elementi di riscontro" alle parole di Iannuzzi. Dunque ha arrecato "danno" e "discredito" a Tufano (il discredito ai due presunti amanti, in quanto non indagati, non è -per un vuoto legislativo- passibile di giudizio disciplinare). "Negligenza" così "grave e inescusabile" da consentire al Csm di sindacare un provvedimento, cosa che per legge sarebbe vietata.
Qui siamo nell'opinabilità più sfrenata. È fisiologico che in fase d'inchiesta si formulino ipotesi di accusa che proprio le indagini (e le perquisizioni) devono confermare o smentire. Se tutti i pm che accusano un indagato fossero trasferiti per averlo screditato, non avremmo più un solo pm in circolazione. Pretendere che il pm parli bene degli indagati è forse eccessivo. Infatti l'unico che s'è visto contestare un'accusa così demenziale è De Magistris. Tufano e i due eventuali fidanzati restano ovviamente al loro posto. 3) De Magistris, "con inescusabile negligenza, dopo l'emissione ed esecuzione nei confronti di 26 indagati di un provvedimento di fermo, ometteva di chiederne la convalida al gip determinando la conseguente dichiarazione di inefficacia da parte del gip". Invece no. Nel maggio 2005 De Magistris chiede misure cautelari per 26 presunti mafiosi e narcotrafficanti. Ma il gip ci dorme sopra un anno e perde il fascicolo. Intanto gl'indagati seguitano a delinquere: uno tenta addirittura un omicidio. Nel giugno 2006 la polizia chiede un provvedimento di "fermo del pm" per gli indagati. De Magistris lo firma con Lombardi il 23 giugno. Il 12 luglio scattano gli arresti per 80 persone.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

grazie x il lavoro di informazione ke fai contro i poteri forti.....

Caramon ha detto...

ciao!E' la prima volta che entro qui..complimenti per il blog!Anche io ne ho uno, se ti va possiamo fare uno scambio di link e/o di banner.Fammi sapere!Ciao e buona serata ^_^

Caramon ha detto...

ok..vuoi fare uno scambio link, uno scambio banner o entrambi?
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Fammi sapere ^_^

Caramon ha detto...

scusa pedro..non ho capito..in che senso "come facciamo?" :(

l'incarcerato ha detto...

Il caso de magistris ci fa capire che oramai non esiste "il meno peggio" tra i due schieramenti!
Vedo che tu fai informazione contro i poteri forti! Bravissimo, io sono un povero incarcerato che però vuole consigliarti di andarti ad informare sulla p7, che fa più paura della p2!

Hola testa di capra!
http://incarcerato.blogspot.com/